Come fa un croissant ad avere pochi carboidrati?
Sostituendo la farina, che in un cornetto tradizionale è il primo ingrediente e la fonte principale di amido. È la stessa logica del pane keto, applicata a un impasto sfogliato.
Qui la base è concentrato di proteine di pisello e di riso, con proteine di frumento e fibre di acacia. Le proteine danno struttura, le fibre trattengono l'acqua e permettono la sfogliatura.
Il risultato nelle versioni semplici è tra 3 e 5,2 g di carboidrati per 100 g, contro i circa 45 g di un cornetto da bar. Su un pezzo da 50 g fanno circa 2 g.
Semplice o farcito: la differenza è grande
Il ripieno cambia i numeri più di qualsiasi altro elemento della ricetta, e il nome non lo lascia intuire. È il dato da guardare prima di scegliere.
Le versioni semplici e al pistacchio restano tra 3 e 5,2 g di carboidrati per 100 g. Gli zuccheri si fermano a 0,5 g per 100 g, quindi l'impatto è minimo su qualsiasi piano.
La versione con ripieno al cioccolato dichiara invece 27 g di carboidrati per 100 g, cioè 13,5 g a pezzo. Gli zuccheri restano bassi, 1 g, quindi il valore viene dalla struttura del ripieno e non da zucchero aggiunto.
Su un budget da 20 g al giorno la differenza è tra il 10% e il 67% della giornata. Entrambe le versioni sono a ridotto contenuto di carboidrati rispetto al cornetto tradizionale, ma appartengono a due usi diversi.
Il croissant a colazione in chetogenica
La colazione è il pasto che in chetogenica si rompe per primo, perché quasi tutto quello che si mangia al mattino è a base di farina o di zucchero. Cornetto, biscotti, fette biscottate e cereali escono tutti dal budget con una sola porzione.
Un croissant semplice da 50 g con circa 2 g di carboidrati risolve il problema mantenendo il gesto. È spesso questo a fare la differenza sulla tenuta di una dieta nel medio periodo, più della composizione in sé.
Abbinato a un caffè resta un pasto leggero, quindi va valutato in base a quanto ti deve reggere. Se la mattinata è lunga, conviene affiancarlo a una fonte di grassi o di proteine invece di raddoppiare la porzione.
Come si servono
Arrivano già pronti e si consumano a temperatura ambiente oppure appena scaldati. Qualche minuto in forno o in friggitrice ad aria restituisce la fragranza della sfoglia, che a freddo si perde.
Anche farcendolo tu, il croissant semplice resta più contenuto della versione già ripiena. Una crema spalmabile keto aggiunge da 1,3 a 4,4 g a porzione, quindi il totale resta sotto i 13,5 g del croissant farcito.
Evita il microonde, che ammorbidisce l'impasto invece di renderlo croccante. Con impasti a base proteica la differenza è più marcata che in un cornetto tradizionale.
Scegli tra versione semplice e farcita in base a quanto budget vuoi dedicarle e ordina il tuo formato.
Domande frequenti
Quanti carboidrati ha un croissant keto?
Circa 2 g nelle versioni semplici da 50 g, con valori tra 3 e 5,2 g per 100 g. La versione con ripieno al cioccolato arriva a 13,5 g a pezzo, cioè 27 g per 100 g.
Con che cosa è fatto l'impasto?
Con concentrato di proteine di pisello e di riso, proteine di frumento e fibra di acacia. La farina di frumento non è la base, ed è questo a tenere bassi i carboidrati.
Contiene glutine?
Sì, tra gli ingredienti figurano proteine e fibra di frumento. Non è quindi adatto a chi è celiaco. Le referenze senza glutine della gamma BeKeto si trovano tra i prodotti da forno a base di mandorla e psillio.
Come si scalda?
Qualche minuto in forno o in friggitrice ad aria, non nel microonde. Il microonde ammorbidisce l'impasto, mentre il calore secco restituisce la fragranza della sfoglia.
Contiene zucchero?
Gli zuccheri dichiarati sono 0,5 g per 100 g nelle versioni semplici e 1 g in quella farcita. Sono quantità minime, che derivano dagli ingredienti e non da zucchero aggiunto.
Quanto costa?
Da 2,79 a 2,89 € a pezzo, secondo la variante. Le quattro referenze coprono la versione semplice, quella al pistacchio, quella al doppio cioccolato e quella con ripieno.