Che cosa cambia rispetto a una granola normale
Cambiano i due ingredienti che in una granola classica portano quasi tutti i carboidrati: i fiocchi di cereali e lo sciroppo che li tiene insieme. Sono anche i due che danno la forma a grappoli.
Al loro posto entrano semi di girasole, semi di zucca, semi di lino, scaglie di cocco e mandorle. La coesione arriva dal grasso della frutta secca e dalla tostatura, non da uno zucchero che caramellizza.
Il risultato è tra 7,2 e 9 g di carboidrati per 100 g, contro i circa 60 g di una granola tradizionale. È una differenza di quasi otto volte, la più ampia tra i prodotti da colazione.
Perché ha così tanti grassi e perché è un bene
Tra 50 e 60 g di grassi per 100 g è la conseguenza diretta di una ricetta fatta di semi e frutta secca. Non c'è olio aggiunto per arrivare a quel numero: sono i semi stessi.
In chetogenica questo è esattamente ciò che serve, perché il grasso è la fonte energetica del piano. Una porzione sazia molto più a lungo di un pari peso di cereali, ed è il motivo per cui basta poco.
C'è però una conseguenza pratica: la densità calorica è alta e la porzione va tenuta piccola. Una manciata da 30 g porta circa 160 kcal, quindi la granola keto si dosa, non si versa a occhio.
I tre gusti a confronto
Le differenze tra i gusti sono contenute, ma esistono e dipendono dalla base di semi usata. Tutti e tre sono biologici e in confezione da 250 g.
Vaniglia francese è la più leggera con 7,2 g di carboidrati per 100 g e 52 g di grassi. La base è semi di girasole, semi di zucca, scaglie di cocco e semi di lino.
Cacao con scaglie di cioccolato ha 7,8 g di carboidrati e i grassi più alti della gamma, 60 g. Qui la base parte dalle mandorle, il che alza sia il grasso sia le proteine, a 15 g per 100 g.
Lampone fresco è la più carica con 9 g di carboidrati e 5,9 g di zuccheri. Contiene scaglie di cocco al 20% e la componente di frutta, che porta gli zuccheri naturali.
Come si usa
L'uso classico è con latte o bevanda vegetale, ma la densità la rende adatta anche a porzioni più piccole di quanto si è abituati. Trenta grammi bastano dove con una granola normale ne serviranno sessanta.
Funziona bene anche su yogurt greco intero, dove il grasso della granola e quello dello yogurt lavorano insieme sulla sazietà. È la combinazione che regge più a lungo fino al pasto successivo.
La terza opzione è come topping croccante su una crema o un budino keto, in quantità ridotta. In questo caso la funzione è la consistenza e bastano dieci grammi.
Scegli il gusto e tieni la porzione misurata, perché la densità calorica è alta.
Domande frequenti
Quanti carboidrati ha la granola keto?
Da 7,2 a 9 g per 100 g, secondo il gusto. Su una porzione da 30 g significa da 2,2 a 2,7 g. Una granola tradizionale ne porta circa 60 g per 100 g.
Con che cosa è fatta?
Semi di girasole, semi di zucca, semi di lino, scaglie di cocco e mandorle, tutti da agricoltura biologica. Non contiene fiocchi di avena né sciroppi, che sono i due ingredienti responsabili dei carboidrati in una granola classica.
Perché contiene così tanti grassi?
Perché è fatta di semi e frutta secca, che sono grassi per natura. Tra 50 e 60 g per 100 g non è olio aggiunto ma la composizione stessa, e in chetogenica è la fonte di sazietà.
Quale gusto ha meno carboidrati?
Vaniglia francese, con 7,2 g per 100 g. Segue cacao con 7,8 g, mentre lampone fresco arriva a 9 g per la presenza della componente di frutta.
Quanta se ne può mangiare?
Una porzione da 30 g è sufficiente e porta circa 160 kcal. La densità calorica è alta, quindi conviene pesarla invece di versarla a occhio, soprattutto le prime volte.
Contiene zucchero?
Non contiene zucchero aggiunto. Gli zuccheri riportati, tra 4,5 e 5,9 g per 100 g, derivano dal cocco e dalla componente di frutta nelle varianti che la contengono.